"Perchè nasca una prateria, bastano un trifoglio, un’ape e un sogno.
E se non ci sono le api e il trifoglio, può bastare anche il sogno".
Per questo il futuro appartiene a chi crede alla bellezza dei propri sogni. C’è, nei sogni di noi tutti, un paese diverso, moderno, efficiente, civile dove le regole della democrazia valgono e vengono rispettate. Realizzarlo è possibile. Si tratta di volerne sostenere l’onere con l’impegno personale e collettivo, mettendo a tacere quel dubbio che spesso si agita in ciascuno di noi, e che ci fa chiedere: ne vale la pena?
Sì, ne vale la pena.

ULTIME NEWS



SEGNALAZIONE DA BUSSERO+

DIBATTITO POLITICO  

10 ottobre 2012

Spett.le
Procura Regionale presso la Corte dei Conti
per la Lombardia - Milano
Via Marina, n. 5
20121 – Milano
e
Spett.le
Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture
Via di Ripetta, n. 246
00186 - Roma
Segnalazione
della coalizione Busseropiù, con sede in Bussero (MI), Via della Croce n°6, nelle persone di seguito indicate:
Carlo Guido Zerbini nato il 20/02/19746 residente in Bussero via Kennedy n° 13/B
Francesco Poma nato il 24/04/1961 residente in Gorgonzola via Martesana n° 40
Enzo Zambianchi nato il 18/03/1962 residente in Bussero via G. Deledda n° 10
Bianca Zanin nata il 30/04/1946 residente in Bussero viale Europa n° 30/i
Rita Bellanti nata il 23/04/1953 residente in Bussero via Turoldo n° 10
Franco Giacomo Colombo nato il 20/09/1947 residente in Bussero viale Europa n° 1
Davide Fusca nato il 25/08/1984 residente in Bussero viale Europa n° 27
nei confronti
del Comune di Bussero (MI), in persona del Sindaco pro tempore, piazza diritti dei bambini, n. 1, Sig. Curzio Aimo Rusnati;
in relazione
all’esecuzione delle opere complementari ai lavori di realizzazione del nuovo auditorium e palazzetto delle sport nel Comune di Bussero,
per la violazione
- dell’art. 97 della Costituzione,
- dell’art. 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241
- degli articoli 2 e 57 del D. lgs. 12 aprile 2006, n. 163,
nonché,
per l’eventuale integrazione di specifiche ipotesi di danno erariale e responsabilità disciplinare.
Circostanze di fatto
I fatti di seguito descritti hanno ad oggetto le vicende dirette, connesse e collegate ai lavori di realizzazione del nuovo auditorium e palazzetto delle sport nel Comune di Bussero (MI).
L’avvio dell’iter amministrativo risale al 2003 e il valore iniziale era di € 4.754.846,28 (doc. ALL 01 – Bando di gara).
A seguito di alterne vicende, previa procedura ad evidenza pubblica, l’aggiudicazione dei predetti lavori è avvenuta con Determinazione dirigenziale n. 186 del 21 Maggio 2009, ed il relativo contratto di Rep. n. 927 del 14 Settembre 2009, è stato stipulato tra il Comune di Bussero e la R.T. Costruzioni s.r.l. con sede in Bergamo, via Divisione Jiulia 5.
Con nota prot. 2448 del 15 febbraio 2012, il Direttore dei Lavori, arch. Antonello Boatti congiuntamente all’impresa affidataria, richiedevano alla stazione appaltante di autorizzare l’affidamento alla predetta R.T. Costruzioni s.r.l. di ulteriori lavorazioni definiti “complementari”, ai sensi dell’art. 57 comma 5 del D. lgs. 163/06 (doc. ALL 02 – Nota DL e impresa).
Nello specifico, rinviando per il dettaglio delle opere ai successivi documenti allegati (in particolare doc. ALL 05 – Appalto opere complementari), si trattava di lavori per un valore complessivo di circa € 300.000,00, relativi a:
- scavi e rinterri per la posa di impianti tecnologici;
- opere edili per la posa di gruppi elettrici, centrale frigorifera, gruppo elettrogeno e cabina elettrica;
- sistemazione provvisoria generale dell’area esterna.
Seguivano dunque i provvedimenti autorizzatori e, nella fattispecie:
- l’atto di indirizzo contenuto nel verbale di deliberazione della Giunta comunale di Bussero n. 13 del 7 giugno 2012 (doc. ALL 03 – Del GC 13);
- l’approvazione del progetto definitivo – esecutivo con verbale di deliberazione della Giunta comunale di Bussero n. 23 del 22 giugno 2012 (doc. ALL 04 – Del GC 23);
- l’invito alla procedura negoziata senza pubblicazione di bando ai sensi dell’art. 57, comma 5, lett. a) per l’affidamento dei lavori di realizzazione opere complementari (doc. ALL 05 – Appalto opere complementari);
- la determina di affidamento diretto dei lavori predetti alla R.T. Costruzioni s.r.l. del 29 giugno 2012 (doc. ALL 06 – Det Sett Terr 162);
- il verbale di aggiudicazione opere complementari (doc. ALL 07 – Verbale di aggiudicazione opere complementari)
Le lavorazioni risultano dunque essere state ufficialmente qualificate come complementari e affidate direttamente alla ditta affidataria del contratto originario.
Tuttavia tale comportamento assunto dal Comune di Bussero, nella qualità di stazione appaltante, si configura come illegittimo e fortemente lesivo degli interessi della comunità e pregiudizievole della posizione giuridica assunta dalla coalizione Busseropiù qui rappresentata, poiché, in spregio alle regole procedurali ed in violazione dei principi di evidenza pubblica, è stato attuato in maniera irrituale e comunque in violazione della legge, per il seguente motivo di
diritto
Violazione e falsa applicazione dell’art. 97 della Costituzione – Violazione e falsa applicazione degli art. 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241 - Violazione e falsa applicazione degli articoli 2 e 57 del D. lgs. 12 aprile 2006, n. 163. Violazione e falsa applicazione dell’art. 35 del D.p.r. 21 dicembre 1999, n. 554 (applicabile ratione temporis).
I fatti descritti mostrano inequivocabilmente i tratti di un’azione amministrativa contraria ai fondamentali principi di legalità, trasparenza ed efficienza, così come descritti dall’art. 97 della Costituzione e dall’art. 1 della legge 7 agosto 1990.
È noto infatti come l’evidenza pubblica costituisca prima di tutto uno strumento irrinunciabile per assicurare una corretta gestione delle risorse pubbliche, anche in applicazione dei principi di non discriminazione e parità di trattamento: “La procedura disciplinata dall'art. 57, d.lgs. n. 163 del 2006 (procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara), ha portata derogatoria rispetto alla regola secondo cui la procedura di evidenza pubblica costituisce un indispensabile presidio a garanzia del corretto dispiegarsi della libertà di concorrenza e della trasparenza dell'operato delle amministrazioni” (T.A.R. Milano Lombardia, sez. I, 6 luglio 2011, n. 1814).
Il legislatore comunitario e nazionale ha graduato la regola dell’evidenza pubblica e, da principio generale, in relazione alla specificità del caso, la stessa può subire una “contrazione”, qualora specifiche esigenze lo permettano e fatto salvo il possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del d.lgs. 163/06, che costituiscono presupposti di ordine pubblico irrinunciabili.
In tale contesto generale l’affidamento delle c.d. opere complementari, rientrando tra le ipotesi di procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, come noto, comporta cautele specifiche, poiché “rappresenta un'eccezione al principio generale della pubblicità e della massima concorsualità tipica della procedura aperta, con la conseguenza che i presupposti fissati dalla legge per la sua ammissibilità devono essere accertati con il massimo rigore e non sono suscettibili di interpretazione estensiva. L'Amministrazione, peraltro, ha l'onere di motivare espressamente circa la sussistenza in concreto dei presupposti giustificativi della deroga. E la motivazione sulla necessità della trattativa con un unico imprenditore deve essere rigorosa ed immune da vizi logici” (Consiglio di Stato, sez. V, 2 novembre 2011, n. 5837; Cfr. anche Consiglio di Stato, sez. VI, 28 gennaio 2011, n. 642).
Ai sensi dell’art. 57 comma 5 del D. lgs. 163/06 “Nei contratti pubblici relativi a lavori e negli appalti pubblici relativi a servizi, la procedura del presente articolo è, inoltre, consentita:
a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale né nel contratto iniziale, che, a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari all'esecuzione dell'opera o del servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale, purché aggiudicati all'operatore economico che presta tale servizio o esegue tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a.1) tali lavori o servizi complementari non possono essere separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante, ovvero pur essendo separabili dall'esecuzione del contratto iniziale, sono strettamente necessari al suo perfezionamento;
a.2) il valore complessivo stimato dei contratti aggiudicati per lavori o servizi complementari non supera il cinquanta per cento dell'importo del contratto iniziale”.
In presenza di tali condizioni, l’affidamento può essere fatto direttamente a favore del soggetto che svolge già i lavori principali.
Tuttavia nel caso in esame, i lavori descritti in premessa e meglio indicati nel dettaglio dai documenti posti a base di gara, sono stati affidati direttamente alla R.T. Costruzioni s.r.l. in violazione della norma da ultimo richiamata.
Infatti, sotto tale profilo, merita di essere approfondita la questione relativa all’imprevedibilità di tali lavorazioni, nella misura in cui invece gli stessi non costituiscano il tentativo di occultare una carenza progettuale che, se emersa e formalizzata dall’amministrazione pubblica, avrebbe prodotto ben altre responsabilità.
Infatti, come si vedrà, le lavorazioni recentemente affidate direttamente (e definite arbitrariamente complementari) dovevano fare parte del contratto originario, poiché costituiscono elementi fondamentali di un’opera pubblica.
I fatti, nella loro corretta dimensione, appaiono chiari.
I lavori, pretestuosamente definiti “complementari”, dovevano essere ampiamente previsti già in fase di progettazione.
Non si tratta infatti di interventi imprevedibili, ma elementi imprescindibili di un auditorium e di un palazzetto delle sport.
Non pare sia proponibile progettare le strutture richiamate senza prevedere la platea di fondazione per i gruppi elettrici, la centrale frigorifera, gli scavi per la posa di impianti idrici, fognari, elettrici, gas, etc..
Si tratta di regole di buon senso, prima ancora che tecniche.
Anche la sistemazione esterna non può di certo essere un imprevisto, costituendo lo stesso elemento definibile già in fase di progettazione.
Tale ricostruzione, oltre ad essere logicamente ineccepibile, è confermata anche dagli stessi documenti provenienti dalla stazione appaltante e dalla direzione dei lavori.
In particolare, nella nota del Comune di Bussero del 17 febbraio 2012 viene riportato che

Quindi, il progetto esecutivo era carente!
Appare inverosimile sostenere che gli scavi e rinterri per la posa di impianti tecnologici, le opere edili per la posa di gruppi elettrici, centrale frigorifera, gruppo elettrogeno e cabina elettrica, siano da considerare “.. nell’ambito delle più generali sistemazioni esterne ..”. Si tratta piuttosto di strutture e lavorazioni propedeutiche essenziali per la realizzazione di un auditorium e di un palazzetto dello sport, secondo le regole tecniche di settore, che dovevano essere previsti in fase di progettazione.
In applicazione del D.p.r. 554/99 (applicabile ratione temporis), la fase della progettazione esecutiva costituisce la c.d. ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni, costituendo l’ultimo step della elaborazione progettuale.
La lettura dell’art. 35 del citato decreto fornisce una chiara idea della complessità e completezza del progetto esecutivo:
“Il progetto esecutivo costituisce la ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e, pertanto, definisce compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l’intervento da realizzare. Restano esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamenti, nonché i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali. Il progetto è redatto nel pieno rispetto del progetto definitivo nonché delle prescrizioni dettate in sede di rilascio della concessione edilizia o di accertamento di conformità urbanistica, o di conferenza di servizi o di pronuncia di compatibilità ambientale ovvero il provvedimento di esclusione delle procedure, ove previsti. Il progetto esecutivo è composto dai seguenti documenti:
a) relazione generale;
b) relazioni specialistiche;
c) elaborati grafici comprensivi anche di quelli delle strutture, degli impianti e di ripristino e miglioramento ambientale;
d) calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti;
e) piani di manutenzione dell’opera e delle sue parti;
f) piani di sicurezza e di coordinamento;
g) computo metrico estimativo definitivo e quadro economico;
h) cronoprogramma;
i) elenco dei prezzi unitari e eventuali analisi;
l) quadro dell’incidenza percentuale della quantità di manodopera per le diverse categorie di cui si compone l’opera o il lavoro;
m) schema di contratto e capitolato speciale di appalto”.
Che si trattasse di carenza progettuale e non di eventi imprevisti appare incontestabile.
In tal senso, la stazione appaltante avrebbe dovuto seguire le ordinarie regole sull’evidenza pubblica, individuando preventivamente gli errori commessi in sede progettuale e i soggetti responsabili, provvedendo dunque a riparare il danno (con eventuale escussione delle polizze fideiussorie o con segnalazione dell’accaduto alla Corte dei Conti per i profili di responsabilità erariale).
Ma, nel caso di specie, nulla di tutto ciò.
Al contrario, attraverso un’artificiosa qualificazione giuridica delle nuove opere, si è probabilmente cercato di “coprire” le responsabilità pregresse, favorendo così immotivatamente l’attuale esecutore, in violazione della legge.
Questo è quanto emerge in relazione alla presunta imprevedibilità.
Oltretutto, nel caso in esame, non emergono affatto elementi in grado di mostrare la non separabilità dei nuovi lavori “sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante” (Cfr. art. 57 comma 7 lett. a1) del D. lgs. 163/06).
Dalla richiesta avanzata congiuntamente dal Direttore dei Lavori e dall’impresa affidataria (Cfr. doc. ALL 02 – Nota DL e impresa) emerge un’evidente carenza motivazionale, poi consolidatasi nelle successive fasi approvative. In tale ultimo documento si legge soltanto che “Tali lavori o servizi complementari non possono essere separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto iniziale, senza arrecare gravi inconvenienti alla stazione appaltante e sono strettamente necessari al perfezionamento dell’esecuzione del contratto iniziale”.
Non emerge quali sarebbero i gravi inconvenienti in cui incorrerebbe la stazione appaltante che, di converso, avrebbe dovuto invece seguire un percorso di legalità, individuando e perseguendo nei termini di legge gli eventuali responsabili delle carenze progettuali, ed affidando le lavorazioni attraverso una regolare procedura ad evidenza pubblica.

Sulla violazione del divieto di frazionamento artificioso del valore degli appalti
Quanto fin’ora evidenziato mostra un altro profilo di illegittimità, poiché le circostanze riportate confermano una potenziale violazione del divieto di frazionamento ai sensi dell’art. 29 comma 4 del D. lgs. 163/06, secondo cui “Nessun progetto d'opera né alcun progetto di acquisto volto ad ottenere un certo quantitativo di forniture o di servizi può essere frazionato al fine di escluderlo dall'osservanza delle norme che troverebbero applicazione se il frazionamento non vi fosse stato”.
Come noto si tratta di un principio, di matrice comunitaria già previsto dall’art. 9 comma 3 della Direttiva 18/2004/CE, più volte ribadito e confermato dalla giurisprudenza: “Ai sensi dell'art. 29 comma 4, d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 è illegittimo il frazionamento del servizio oggetto di appalto che conduca all'elusione delle norme applicabili se il frazionamento non vi fosse stato ed, in particolare, i limiti fissati per il ricorso alla trattativa privata” (per tutti, Consiglio di Stato, sez. V, 5 ottobre 2011, n. 5445).
Tornando al caso in esame, è opportuno ricordare che il valore iniziale del progetto, monco di alcune sue parti essenziali, era di circa € 4.754.846,28, mentre la soglia di riferimento in vigore nel 2008/2009, che avrebbe fatto scattare l’obbligo di specifici adempimenti connessi alla natura comunitaria dell’appalto, era di € 5.278.000.
Appare di tutta evidenza come l’importo posto a base di gara, qualora correttamente integrato delle opere occorrenti che adesso l’amministrazione tenta di includere gradualmente in maniera elusiva attraverso il meccanismo descritto delle c.d. opere complementari, avrebbe raggiunto la soglia, assumendo specifici obblighi e adempimenti.

***
Segnalati i profili di violazione di legge, quanto precede si rappresenta anche per l’eventuale ritenuta rilevanza erariale e disciplinare dei fatti.
Si chiede pertanto, sussistendone i presupposti, l’apertura di una indagine / istruttoria finalizzata a rivelare i profili di connivenza interni, contrari alla legge e alla necessaria trasparenza dell’azione amministrativa, finalizzata ad accertare anche l’eventuale sussistenza di accordi espressi o taciti, fraudolento, da parte dei richiamati soggetti, finalizzati ad aggirare le norme di legge e ad arrecare un danno ingiusto
***
Per tali ragioni, la coalizione Busseropiù, come sopra rappresentata, dichiarandosi sin da ora disponibile ad una audizione, qualora dovesse essere ritenuto necessario,
segnala
alle spettabili Autorità intestate, i fatti e comportamenti assunti dal Comune di Bussero, dall’arch. Antonello Boatti nella sua qualità di Direttore dei lavori e dalla R.T. s.r.l., in persona del legale rappresentante sig. Giorgio Radaelli, nella qualità di esecutrice dei lavori richiamati, e chiede che vengano adottati, nei limiti delle rispettive competenze e attribuzioni di legge, i provvedimenti ritenuti opportuni.
Si producono in copia:
1) ALL 01 – Bando di gara
2) ALL 02 – Nota DL e impresa
3) ALL 03 – Del GC 13
4) ALL 04 – Del GC 23
5) ALL 05 – Appalto opere complementari
6) ALL 06 – Det Sett Terr 162
7) ALL 07 – Verbale di aggiudicazione opere complementari
Salvo ogni diritto.
Bussero, 21 Settembre 2012
Con Osservanza

Carlo Guido Zerbini ____________________________________
Francesco Poma ______________________________________
Enzo Zambianchi______________________________________
Bianca Zanin_________________________________________
Rita Bellanti__________________________________________
Franco Giacomo Colombo______________________________
Davide Fusca________________________________________

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